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日志


5月22日

Due cretini !!!

Manifestazione a Ceccano contro il rogo del Codice Da Vinci - 190x220 ariticolo estrapolato dall'Unità on- line

Il rogo alla ciociara del Codice Da Vinci

Luigina D'Emilio


Manifestazione a Ceccano contro il rogo del Codice Da Vinci - 190x220
 
Certo, il contesto è più da operetta che da dramma. Ma loro ci hanno provato lo stesso a riproporre i rituali drammatici dei libri bruciati in piazza, dall´inquisizione ai nazisti. E in una riedizione alla ciociara, un po´ cialtrona e un po´ triste di ben altri roghi, hanno incendiato l´emblema stesso del peccato: "Il Codice Da Vinci".

Promotori di questa inutile crociata due consiglieri comunali di Ceccano, un paese di 23mila abitanti in provincia di Frosinone. Massimo Ruspandini di Alleanza Nazionale e Stefano Gizzi della Democrazia Cristiana dinanzi ad una piccola folla tutt´altro che plaudente hanno dato alle fiamme il romanzo Dan Brown, tornato a far parlare di sé per la sua edizione cinematografica che sta sbancando i botteghini di mezzo mondo. E forse è proprio questo che dà fastidio ai due e ai tanti altri, ben più potenti, che in questi giorni stanno conducendo una crociata mediatica contro il libro.

Puntuali, alle 12 di sabato 20 maggio, come avevano annunciato nei giorni scorsi, i due inquisitori, imitatori improvvisati di ben più tragici predecessori, si sono presentati nella piazza del municipio, per dare vita al loro teatrino degli orrori.

Ad attenderli tante persone, rappresentanti del mondo politico e istituzionale del luogo, ma soprattutto cittadini, ceccanesi venuti non per curiosità, non per assistere ad un fatto insolito, ma per manifestare dissenso contro un atto che offende l´intelligenza di un´intera città. Aldo Papetti, ex sindaco del Paese, che Ceccano e la sua gente la conosce bene è imbufalito: «È uno sfregio alla città, questo non ce lo meritiamo, sono solo in cerca di notorietà. Forse sono gelosi di Fefé (uno dei protagonisti dell´ultima edizione del grande fratello, ciociaro anche lui, n.d.r.) vogliono un po´ di pubblicità anche loro».

E sicuramente il loro mezzogiorno di fuoco e pomodori i due protagonisti di questa vicenda lo hanno avuto. Tra grida, insulti e lanci del rosso ortaggio si è consumato il "rito purificatore". Nessun braciere, come era stato annunciato, nessuno slogan o striscioni, ma il libro è stato incendiato direttamente nelle mani dei due cerimonieri che intimoriti dai numerosi attacchi verbali e dal lancio di pomodori, al grido di «abbiamo difeso Gesù Cristo» hanno cercato di concludere il più in fretta possibile il gran gesto. D´altronde i numeri non erano dalla loro parte: una trentina di persone appena erano venute a incitarli e sostenerli, Almeno cinque volte di più quelli che li contestavano. Se volevano una marcia trionfale, dovranno tornare un´altra volta.

Nulla da temere dunque neanche per alcune ragazze che con scopa al seguito lanciavano volantini al grido di tremate, tremate le streghe son tornate.«Bruciate anche loro», annuisce ridendo Americo, un ragazzo di 26 anni che vive e lavora a Ceccano. «Se continuiamo così dovremo mettere la polizia a guardia della biblioteca comunale» gli fa eco Giuseppe, che in biblioteca ci lavora e che non crede sia possibile un gesto del genere:«Non siamo mica ai tempi di Savonarola, si poteva manifestare il proprio dissenso senza gesti barbari, i libri vanno amati e rispettati».

E nella piazza del Paese erano in tanti a pensarla così, infatti, Ruspandini e Gizzi erano sostenuti solo da un manipolo di Azione Giovani, l´organizzazione giovanile di An. e non tutta la destra ha approvato l´uscita dei due. Alcuni attivisti di centro destra hanno fatto sapere di essere del tutto lontani dalle idee dei due consiglieri e hanno promesso un comunicato di dissociazione. Che finora, però, non è arrivato.

Severa la nota di condanna del sindaco, Antonio Ciotoli, che ha espresso, assieme al centro sinistra, la preoccupazione e lo sdegno per l´accaduto:«ritengo di incarnare la volontà dell´intera città disapprovando totalmente un gesto gravissimo come quello di voler bruciare un libro, simbolo di sapere e di conoscenza civile e soprattutto civica, di qualsiasi natura ed indirizzo esso sia».

Alla fine, spente le pire purificatrici, resta la tensione. I due, col loro manipolo di sostenitori, non sanno come mettere fine al teatrino. C´è troppa gente intorno, più divertita che indignata a dire il vero. Per fortuna, c´è il colpo di teatro finale in questo sabato del villaggio piuttosto movimentato. Un grido riporta tutto alla normalità: «Lasciate passare la sposa». Così, sovrastata dagli ultimi insulti, passa la sposa con il suo piccolo corteo. E Brown ha venduto due copie in più del suo libro.

评论 (1)

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Ciao!
Che brutto ricordo questa questione del codice Da Vinci,KE DISONORE...io sono di Ceccano..
E quest'anno uno dei 2 fascisti si è anche candidato come sindaco(quando si ha la faccia come il culo...)!Ha ovviamente perso ma entrambi i bruciatori di libri sono tutt'ogggi consiglieri...
 
7 月 11 日

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